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DOCUMENTO DELL'UFFICIO POLITICO DEL PDCI
Il
risultato della Lista Comunista è decisamente insufficiente ancorché
certamente più incoraggiante del 3.1 della Sinistra Arcobaleno dello
scorso anno.
Ora
occorre non disperdere il patrimonio accumulato nel corso della
campagna elettorale fatto di esperienze unitarie fra noi e i compagni
del Prc nonché con esponenti di Socialismo 2000 e di tante donne e
uomini delle sinistra che si sono riconosciuti in un comune progetto di
alternativa. Il 3.4 per cento di voti va considerato quale punto di
partenza per riprendere il cammino della riunificazione fra i Comunisti
e le forze di alternativa anticapitalista.
RIUNIFICAZIONE SUBITO
L'Ufficio
Politico del Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la fermezza della
linea. Si deve andare avanti nella riunificazione subito. Si proceda con determinazione nel processo di riunificazione.
SUBITO COORDINAMENTI NAZIONALE E TERRITORIALI
Per
stringere i tempi della riunificazione è essenziale l'immediata
costituzione di un coordinamento nazionale delle forze politiche che
hanno dato vita alla lista, aperto anche ad altre realtà. Vanno
istituiti anche coordinamenti regionali e provinciali.
FESTE COMUNI
Per
dare il massimo coinvolgimento popolare al progetto di riunificazione
si ritiene assai utile la comune organizzazione delle tradizionali
feste di Prc e Pdci.
RESPINTE LE DIMISSIONI DEL SEGRETARIO
Al
termine della riunione dell'Ufficio Politico, sono state respinte le
dimissioni presentate dal Segretario del Partito Oliviero Diliberto.
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Viviamo il tempo buio di una crisi inedita e strutturale del capitalismo, una crisi economica, sociale, ambientale e alimentare determinata da decenni di politiche neoliberiste: si apre la strada ad una vera e propria crisi di civiltà il cui emblema è la guerra tra i poveri.
Il rischio è l’uscita da destra dalla crisi: la progressiva frantumazione del mondo del lavoro, il passaggio dal welfare alla carità, lo svuotamento della democrazia, resa sempre più impermeabile ai conflitti e ai soggetti sociali, e la ripresa di ideologie nazionaliste, razziste, fondamentaliste, sessiste e omofobe. È un processo che in Italia assume il volto di un nuovo autoritarismo - quello plebiscitario e populista del berlusconismo – che potrebbe essere rafforzato da una ulteriore deriva maggioritaria e dalla cancellazione definitiva di ogni possibile rappresentanza dell’opposizione sociale.
Noi ci battiamo per una uscita da sinistra dalla crisi e per questo motivo sosteniamo la lista anticapitalista e comunista a cui hanno dato vita esponenti dei movimenti altermondialista, femminista, pacifista, ambientalista, antirazzista, LGBTQ assieme a Rifondazione comunista - Sinistra Europea, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti. Un progetto di critica radicale e profonda alle politiche neoliberiste che in Europa hanno accomunato popolari, liberali e socialisti, cioè tutti i partiti attualmente presenti nel parlamento italiano.
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FASCISTI E BERLUSCONOIDI
Alla stampa locale con speranza di pubblicazione
“Il Giornale della Toscana” di Berlusconi del 20 c.m. ha ospitato un articolo di un certo giornalista, si fa per dire, Maurizio Grassini chiaramente di stampo fascistoide e razzista.
Questo idiota si permette di parlare a nome della storia e con il terrore che lo spettro del comunismo si aggiri ancora per l’Europa non ha capito che noi cantiamo ancora “nostra patria è il mondo intero” e che quelli come lui che difendono i nazionalismi sono stati i protagonisti di immense tragedie come la prima e la seconda guerra mondiale, solo per citarne alcune, con decine e decine di milioni di morti.
Questo lacché berlusconoide, lettore assiduo di un unico libro quello nero, per mascherare la sua xenofobia cita Togliatti con la bocca piena di merda per poi prendersela con la giusta opposizione della Regione Toscana alla legge razzista promulgata dal governo del corruttore Berlusconi.
Onorevole Giovanni Bacciardi del Partito dei Comuniti Italiani
Firenze 21 Maggio 2009
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Lo squallido Renzi
Comunicato stampa
- Matteo Renzi ci definisce il partito del no. Niente di più falso e ciò ci fa capire da chi i fiorentini potrebbero essere governati. Un No però lo diciamo con forza. No a Renzi sindaco che propone di modificare la costituzione in senso reazionario e vuole distruggere i sindacati. Anche per difendere i lavoratori e far progredire la democrazia noi diciamo Si al candidato Spini.
Partito dei Comunisti Italiani
Firenze 20 Maggio 2009
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